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Della semplicità e delle sue 3 regole

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Spiaggia dorata e assolata, mare cristallino e illuminato da accecanti giochi di luce, venticello leggero che ti scompiglia i capelli.

No, non sono ancora in vacanza! 🙂 Ma allora?  

Allora volevo dimostrarti tutto il potere della semplicità! Tre soli elementi: il mare, la spiaggia e il vento, qualche parola e, se stai continuando a leggermi, significa:

A) che sono riuscita a catturare la tua attenzione;

B) che, dopo averti trasportato in un luogo immaginario piacevole e rilassante, sei incuriosito da quel che ho da dire .

Ci siamo, allora! Ho raggiunto il mio intento puntando tutto sulla semplicità del contenuto, dello stile di scrittura e delle emozioni che sono riuscita a suscitare in te. Mica male per una semplicità che spesso è associata alla banalità e alla pochezza!

Qualche giorno fa ho scritto un post per LessIsSexy, l’affascinante blog di Gloria Vanni, che è un inno alla semplicità della vita, in cui ho lanciato l’hashtag #SimplicityIsSexy e ho proposto la mia personale definizione di semplicità:

Una semplicità che non è mancanza, non è assenza, perché non è inerzia, non è apatianon è banalità, non è disinteresse.

Tutt’altro, è energia, è fermento, è risolutezza, è vivacità, è passione. Ma, soprattutto, la mia semplicità è una scelta che si riconferma ogni giorno.

E ancora:

È nella scrittura che si completa la mia vita semplice, nella genuinità di un racconto condiviso con i miei lettori, nella riuscita di un contenuto utile e interessante, nel mio stile essenziale, privo di inutili abbellimenti, ma che sa arrivare dritto al punto.

Già, perchè quel che rende distinguibile la mia Blogger Identity e che tu, caro lettore, apprezzi del mio blog è proprio la semplicità con cui esprimo i contenuti, i concetti e i pensieri, anche quelli più complessi.

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Cosa vuol dire “scrivere semplice”? Te lo dico io! Vuol dire rispettare sempre queste tre regole essenziali:

 1. Eliminare anziché aggiungere

Già, la sempicità consiste proprio nell’eliminare l’inutile, nel cancellare gli abbellimenti stilistici, nel togliere il superfluo con un deciso colpo di tasto.

Ma attenzione, eliminare il superfluo non significa semplificare e banalizzare, bensì rendere la lettura più agevole e scorrevole. E sai che c’è? Che, in questo modo, a dispetto di quel che puoi pensare, ad avere grande risalto sarà proprio il tuo contenuto!

2. Immagina di parlare a tua nonna

Com’è che diceva lo stesso Einstein?

Non vorrai mica contraddire il genio indiscusso di Einstein, vero? Il presupposto indispensabile per comunicare in maniera semplice e chiara a tutti i tuoi lettori è sapere esattamente ciò che vuoi dire. Prima di cominciare a scrivere devi avere le idee chiare: solo così riuscirai ad esprimerti con precisione e semplicità.

Quando scrivo un post, immagino davvero di parlare con mia nonna e di star lì, seduta accanto a lei, a spiegarle quello che so e quello che penso. Questo non significa che sono disposta a sacrificare i contenuti (mai farlo!), bensì che scelgo di utilizzare una sintassi lineare e di evitare l’utilizzo eccessivo (e a volte improprio) di tecnicismi e forestierismi.

 3. Assumi un atteggiamento positivo

Questo è per me un imperativo: non comincio a scrivere se prima non ho letteralmente svuotato la testa e mi sono liberata di tutti i pensieri negativi e di tutte le preoccupazioni quotidiane. Mi sento positiva e ottimista? E allora è il momento di buttar giù una gran quantità di parole!

Scrivere in maniera semplice richiede leggerezza ed anche vivacità, distacco dagli affanni di ogni giorno e implica la capacità di viaggiare in un altrove spensierato, luogo ideale per liberare la creatività.

 

Raccontami la tua

Anche tu credi che la semplicità sia un valore aggiunto? Perché? Raccontami la tua! 🙂

 

 

 

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Informazioni su Ludovica

Capello riccio un po’ selvaggio, nata con in mano una biro da battaglia più che con un’elegante stilo. Amo colorare con le parole vuoti spazi bianchi.

22 commenti

  1. Ottimismo e positività non sono affatto due “ottimi” alleati. L’entusiasmo, anche nel criticare.

    Ed io critico tutto ciò che vuole portare i nuovi blogger ad essere semplici, essenziali, senza alcuna remora nell’accorciare un buon testo “perché è troppo lungo”.

    Invece di semplificare i contenuti, è bene utilizzare i giusti vocaboli, con un link di rimando.

    La semplicità è di chi passeggia per “girare” attorno al solito isolato. Marciare, il complicato meccanismo che muove il corpo per spostarsi di decine di km, è difficile: ma porta molto più lontano e sempre più in alto.

    1. Ciao Andrea!
      Quella di cui tu parli è superficialità, non semplicità.
      La semplicità è tutt’altra cosa, che non ha nulla a che vedere con la semplificazione o con l’accorciare un testo troppo lungo e neppure con l’impiego di vocaboli scialbi o nell’assenza di link di rimando. Ed è anche per questo che credo che “scrivere semplice” sia spesso più difficile che scrivere aiutandosi con l’impiego di tecnicismi, paroloni, sintassi complicate e uno stile di scrittura comprensibile solo da chi scrive.

      Ti ringrazio per il tuo contributo,
      Ludovica

  2. D’accordissmo, anche con la distinzione cruciale tra semplicita’ e (l’errore del) semplicismo. “La cosa più complessa da trovare in un piatto è la semplicità, una virtù che ti lascia sempre un buon sapore in bocca.” (Bruno Barbieri, chef italiano pluristellato). Cantautori, registi, e tanti altri creativi concorderebbero, ne sono sicuro. Come traduttore, provo sempre a esprimere le idee nei testi nel modo piu’ chiaro, per farle respirare, per trasmetterle ai lettori nel modo piu’ fedele e leale. PS #SemplicityIsSexy dovrebb’essere #SimplicityIsSexy :).

    1. Benvenuto nel mio blog, Oliver! 🙂
      Ho molto apprezzato la citazione che hai riportato. Mi piace particolarmente l’idea di quel “buon sapore in bocca”, perché è proprio questo quello che di indimenticabile la semplicità porta con sè.
      E sì, hai ragione, #SimplicityIsSexy 🙂

      Alla prossima,
      Ludovica

  3. Ah, no no! sarò io a rivolgere questa domanda, perché è proprio nella risposta che fornirai che risiede la mia .._
    ))! Mi richiama, chissà perché, l’idea di sapore del buono, quello davvero unico, dice qualcosa a te?? ))
    Questa volta non ho ricevuto l’ avviso di notifica, il quale arriva sotto forma di spam, perché?
    Va bene ti scrivo quello che mi è piaciuto: la chiarezza con cui esponi un concetto così tanto profondo come la semplicità [domanda che, tra l’atro, mi sono già posta, due anni fa, proprio guardando un film di Federico Fellini. Ti domanderai perché il Fellini? per caso, trovandomi a interpretare il ruolo di Gelsomina (film La strada, credo del ’59: c’è una parte a solo del Matto, interpretato dall’ attore Richard Basehart, bravissimo a parer mio), in occasione dei 40 di mio cugino.. ].
    Chiarezza che dipende anche dal linguaggio usato. E chi legge, apprezza.

    1. Mmm sì, ci ho a che fare quotidianamente con quel sapore di buono… 🙂
      Insomma, ne hai apprezzato la semplicità per come la intendo io e non posso che esserne super contenta! 😀

      A risentirti presto,
      Ludovica

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