Blogging e Webwriting: le parole proibite

Blogging e Webwriting: le parole proibite

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Lo ricordo ancora molto bene, benissimo. Erano i primi anni delle elementari, quando ancora la mano non era poi così lesta a scrivere…Quella dei miei compagni per lo meno, la mia già scivolava via leggiadra come una piuma. Ma questa è un’altra storia!  Capitava però che qualcuno in classe sbagliasse a scrivere una parola e allora giù, tutti insieme appassionatamente, a riscriverla per ben 10 volte, occupando l’intero foglio di quel quadernone grande quanto la metà di noi. A me non pesava mica, ma per chi non era poi così appassionato di scrittura, ogni volta era un trauma quasi insuperabile…

Trauma, quello stesso che subisco oggi quando, girovagando per i blog, mi ritrovo a leggere parole che proprio non vorrei intercettare, neppure nel più recondito dei miei pensieri. Eccole, sono loro le espressioni proibite! A quali mi riferisco? Te lo spiego subito!

Le parole proibite nel blogging (e nel webwriting)

Capisco che siamo ad agosto, che fa caldo e magari sei sdraiato in riva al mare, ma prestami attezione perché questo sarà un post da memorizzare nella cartella dei preferiti o nella tua memoria da blogger e webwriter.

La tua scrittura per il Web deve assolutamente fare a meno di queste espressioni proibite:

#1. Le generalizzazioni

Il tuo lettore esige precisione e chiarezza, fondamentali per avvalorare quel che dici e conferire credibilità al tuo pensiero, perciò no alle generalizzazioni quali eccetera, vari, diversi, cose.

Tip 1 –> Sii puntuale e preciso!

#2. Gli imperativi

Credi davvero di poter imporre il tuo pensiero o un’azione ai tuoi lettori? Manco fossi l’Oracolo della Sibilla Romana! Il Web è libertà di espressione, di pensiero, di azione: l’imperativo, solitamente, è una nota stonata difficile da dimenticare. Certo, ci sono casi in cui un imperativo può essere impiegato in modo ironico o provocatorio, ma fa’ sempre grande attenzione a non urtare la sensibilità dei tuoi lettori.

Tip 2 –> Abbandona gli imperativi o usali con attenzione.

#3. Forse…

Una piccola parola capace di grandi conseguenze, come insinuare un dubbio nel lettore riguardo la tua autorevolezza e credibilità. Riflettici tu stesso: ripeti forse non ti ho ancora convinto! e poi prova a leggere a voce alta probabilmente non ti ho ancora convinto! Noti la differenza fra le due espressioni? Vedi come nel secondo caso hai già suggerito a chi ti legge se non ti ho ancora convinto, tranquillo, sto per farlo! mentre nel primo sembri già tu stesso a non esser convinto dei tuoi mezzi?

Tip 3 –> Sostituisci forse con probabilmente.

#4. Abbandona le autoproclamazioni abusate

A cosa mi riferisco? A quell’infinità di fantastiche espressioni trite e ritrite, quali siamo i più rivoluzionari nel settore, siamo i più innovativila nostra azienda è giovane e dinamicanoi siamo i più esperti. Sì, ma i più innovativi, esperti, rivoluzionari rispetto a chi? E, soprattutto, sai cosa penserà il lettore (ormai avveduto e critico) non appena leggerà queste affermazioni? Penserà subito: ma chi credi di essere? Lascialo dire a me se sei davvero così giovane, esperto, dinamico e innovativo!

Tip 4 –> Divieto assoluto per le (false) banalità da supereroe.

5. Le parole che mah?!

Fossimo in un fumetto, nel leggere le parole che mah?!, una gigantesca gocciolona comparirebbe al lato del mio volto oscurato e la boccuccia di rosa faticherebbe a richiudersi in seguito all’improvviso e violento shock. Ecco, quando leggi parole come impattante, proattivo, cos’è che pensi? Usa un linguaggio chiaro e semplice e il lettore sarà tuo!

Tip 5 –> Parla come mangi, come mi ricordava sempre la mia adoratissima nonnina!

Letture consigliate

 

Postilla per te

Fa un gran caldo, sono sovraccarica di stress, di tensioni accumulate e di nuovi progetti in partenza, vivo nel mio Salento col mare a due passi da casa, ecco, penso proprio sia arrivato il momento di prendermi un periodo di vacanza…O di semi-vacanza! 😀 Non scomparirò, ma quantomeno eviterò di pronunciarmi in lunghi post ché non si sa mai, ora potrei cominciare a scrivere qualche ca…volata qua e là! Però mi troverai sui social e, a breve, riceverai una graziosa newsletter di congedo, con tanto di saluti ma anche di utili consigli. A proposito, ti sei già iscritto, vero? Se la rispota è no, corri a farlo, ti aspetto! 🙂

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Informazioni su Ludovica

Capello riccio un po’ selvaggio, nata con in mano una biro da battaglia più che con un’elegante stilo. Amo colorare con le parole vuoti spazi bianchi.

11 commenti

  1. La parola proibita del blogging?

    Domani. Mai rimandare quello che puoi fare oggi. Mai posticipare la pubblicazione, mai procrastinare un commento o una risposta sui social. Rimandare è il male, devi lavorare subito. Ora. E raccogliere il prima possibile i frutti.

    1. Il blogging è il perfetto compagno della vita reale, ed è questo quello che più mi affascina: il tuo fare blogging si anima del tuo modo di vivere e di pensare e di agire…
      E sì, mai procrastinare! 🙂

    1. Ciao Michele! 🙂
      Hai ragione, quel “definitivo” lo trovo un po’ saccente, oltre che inesatto. Sappiamo benissimo quanto nel Web tutto evolva con ritmi esponenziali e, come giustamente fai notare, di definitivo non c’è mai nulla.
      Grazie mille per il tuo contributo! 🙂

  2. mmmmm…… Sicura sicura sicura, Ludovica? C’è qualche passaggio che mi convince poco. Questo ad esempio: ” forse non ti ho ancora convinto! e poi prova a leggere a voce alta probabilmente non ti ho ancora convinto! Noti la differenza fra le due espressioni? Vedi come nel secondo caso hai già suggerito a chi ti legge se non ti ho ancora convinto, tranquillo, sto per farlo! mentre nel primo sembri già tu stesso a non esser convinto dei tuoi mezzi”

    1. Ciao Andrea! 🙂
      Sì, sicura! “Forse” può essere una parolina molto pericolosa epuò evocare significati non convincenti, per questo consiglio di sostituirla

  3. Ciao Ludovica,
    analisi intelligente, in effetti i casi che hai citato sono “ammazzalettori” formidabili, purtroppo ancora troppo abusati (quante autodichiarazioni di “leader del settore” leggiamo ancora nelle bio?).
    Io aggiungerei anche “le ridondanze”, ad esempio quei consigli ultranoti che ancora qualcuno ripropone ritenendoli qualche tipo di contenuto evergreen, ma in realtà noiosi nella loro banalità.

    1. Ciao Ilario! 🙂

      Ottimo spunto! Hai ragione, la ripetitività distrae ed infastidisce e probabilmente potremmo far rientrare le ridondanze nel più ampio concetto di semplicità.
      Grazie per l’interessante contributo! 🙂

      Ludovica

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