Web Writer freelance

Il Manifesto del Web Writer freelance

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Credo fosse il 1994 ed io frequentavo la terza elementare. Compito in classe di italiano: Il futuro. Come saranno, secondo te, gli anni 2000?, mi chiedeva la maestra.

Accipicchia!, pensai. Mi sembravano così lontani e futuristici da poter immaginare che potenti macchine aeree ci avrebbero permesso di sorvolare i cieli con la stessa facilità con cui oggi guidiamo un’auto. E così non ci saranno mai più quei brutti incidenti!, scrivevo io ingenuamente.

Fino a che la prima lezione di educazione civica non mi ha ridestata dal mio sonno infantile: sono le norme a regolare il vivere comune, a indicare la strada e a distinguere quel che è eticamente giusto da quello che è sbagliato.

Ok, ferimiamoci qui, prima di addentrarci in un campo minato e veniamo a noi! Ora ti chiedo, caro il mio Web Writer freelance, vuoi davvero che la tua passione diventi un lavoro? Bene, ti occorrono delle norme, delle regole auree che ti suggeriscano come procedere.

Quali? Te le consiglio io nel Manifesto del Web Writer freelance. Eccolo! 🙂

 

Il manifesto del Web Writer freelance

Il Manifesto del  Web Writer freelance

 

#1. Sei uno scrittore professionista

Racconti storie, macini pagine su pagine, crei contenuti: sei uno scrittore, uno scrittore professionista, nel caso in cui ancora non ti fosse chiaro!

Quando le tue preziose mani sono all’opera sulla tua instancabile tastiera, quando la creatività si libera, quando le tue conoscenze e le tue esperienze ti indicano cosa è opportuno fare e dire, come comunicare, ecco in tutto questo processo all’opera ci sei tu, il tuo intelletto, le tue capacità, la tua professionalità.

Crei perciò sei e in quello che fai investi te stesso. Tienilo bene a mente!

#2. Scegli: non svenderti!

Senza troppi giri di parole, tu sei responsabile di te stesso e del tuo brand. E sai a cosa equivale una svendita? Ad un’ammissione di scarsa competenza e di poca esperienza. Sicuro che, così facendo, il tuo Personal Branding ne trarrà vantaggio?

Ma attento! Quando parlo di svendita, non mi riferisco solo a quella economica, ma anche a quella professionale e a quella personale. Nel post che ho intitolato Caro freelance, scegli: non svenderti ho approfondito la questione. Fallo anche tu, potrà esserti d’aiuto.

#3. Lavori, non giochi al piccolo apprendista scrittore

Il tuo è un lavoro, non un gioco nè un hobby. E’ un business. Chiamiamo le cose con il proprio nome, no?

Il tuo compito, caro il mio Web Writer freelance, non è solo quello di scrivere e scrivere e scrivere, ma anche di conquistare nuovi clienti, di fidelizzare quelli vecchi e di ricavare un guadagno dal tuo lavoro. Ogni progetto a cui ti applichi richiede tempo, competenze costantemente aggiornate, capacità e abilità: tutto questo per te ha un costo che necessita di una remunerazione.

#4. Abbi fiducia in te

Proprio ieri Cecilia Mattioli ha postato sul suo profilo Facebook una stupenda citazione di un certo J. W. Goethe, che tanto adoro, che dice

E’ difficile, lo so, ma credere in te stesso è l’arma più potente che hai a disposizione, il forziere più prezioso che puoi (e devi) custodire. Abbi fiducia in te e potrai tagliare ogni traguardo da vincitore!

#5. Prenditi cura del tuo cliente

Il tuo cliente non è un succoso frutto da spolpare e poi abbandonare. Il tuo cliente è una persona. E’ sempre questo il punto fermo da cui devi partire. Cosa vuol dire? Che quel che accade nei rapporti d’amore e d’amicizia vale anche per i legami professionali.

Il tuo cliente ha bisogno di coccole e di attenzioni, ha voglia di emozionarsi e di fidarsi. Se riuscirai a sorprenderlo, a prenderti cura di lui, a instaurare un rapporto di affetto e di stima, riuscirai anche a fidelizzarlo.

Raccontami la tua

Ti piace il Manifesto del Web Writer freelance? Puoi scaricarlo e condividerlo su tutti i social! 🙂

Ed ora ti aspetto nei commenti per aggiungere la tua personalissima regola aurea: qual è quella di cui proprio non puoi fare a meno?

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Informazioni su Ludovica

Capello riccio un po’ selvaggio, nata con in mano una biro da battaglia più che con un’elegante stilo. Amo colorare con le parole vuoti spazi bianchi.

11 commenti

  1. Coccola il cliente, scegline pochi ma buoni che sappiano valorizzare e apprezzare il lavoro che fai. In cambio trattali bene e dai un servizio eccellente del tuo lavoro!
    Seconda cosa importante che condivido in pieno carissima Ludovica, è la fiducia in sé stessi, il continuare a credere nelle proprie capacità e non perdere di vista la cura per il proprio personal branding.

    Ti dirò che la mia paura più grande è non avere più il tempo per gestire il mio sito, per curare le risposte dei miei contatti, per creare sempre più contenuti di valore per chi mi cerca! Il personal branding conta moltissimo, mai perderlo di vista… !
    Bellissimo articolo 🙂

    1. Buongiorno Martina! 🙂

      Sai, col tempo ho imparato che è importante anche saper di no a lavori che non ci soddisfano professionalmente. Il tempo è un bene prezioso per tutti, per un freelance in modo particolare. Per questo ponderare attentamente a quali progetti dedicarci è un’operazione delicata ed importante.
      Allo stesso modo, è fondamentale riuscire a trovare il tempo per prendeci cura del nostro blog e dei nostri affezionati lettori. Non trovi anche tu?

      Grazie mille per il tuo contributo e per i complimenti! 🙂

    1. Grazie mille Mic! 🙂

      Vero, per molti resta ancora un gioco, ma non credo che avranno vita lunga.
      Penso che finalmente cominciamo ad aver consapevolezza della necessità (anche nel Web) di professionisti e professionalità. O sbaglio?

      1. Complimenti per l’articolo! 🙂
        Come Michele sottolineo il fatto che non si tratta assolutamente di un gioco. Oggi per l’ennesima volta mi sono trovata davanti ad una proposta a dir poco imbarazzante… credo che almeno con le piccole/medie imprese ci sia ancora molto da fare per far capire l’importanza (e quindi anche il valore) del lavoro di un professionista. A questo punto diventa fondamentale non svendersi. Altrimenti si innesca un circolo vizioso che non fa assolutamente bene a nessuno!

        1. Ciao Erika! 🙂

          La situazione è ancora complicata, è vero. Sono ancora tante e tante le realtà che faticano a comprendere quanto lavoro c’è dietro ad un testo, una strategia, la gestione di un blog, dei canali social, la cura della community.
          Non è affatto semplice e proprio per questo, come ho scritto nel post linkando anche un articolo in cui ne ho parlato qualche tempo fa, non svendersi diventa un dovere nei confronti di noi stessi. Ti è mai capitato di rifiutare un lavoro proprio per questa ragione?

          Ti ringrazio per il tuo prezioso contributo! 🙂
          Ludovica

          1. Ciao Ludovica, grazie a te per gli spunti molto interessanti che ci dai ogni volta!
            Arrivo in ritardissimo a rispondere al tuo commento, era finito in spam…
            Proprio in questo periodo mi è capitato di rifiutare due proposte di collabazione perché la retribuzione offerta non era assolutamente in linea con il tipo di lavoro richiesto e non c’era la minima consapevolezza del valore del mio ruolo all’interno della strategia aziendale.
            Come dici te, non si tratta di un hobby ma di un lavoro, fatto con passione certo, ma anche con professionalità e competenza. Per cui meglio selezionare che svendersi come molti vorrebbero e come molti ancora purtroppo fanno.
            La strada è lunga, ma confrontandoci e lavorando nella giusta direzione, sono sicura che i risultati arriveranno! 🙂

          2. Ciao Erika! 🙂

            Sai, credo sia importante capire una cosa: passione non è sinonimo di divertimento, tutt’altro! Passione è sinonimo di impegno costante, di aggiornamento continuo, di voglia di fare, di puntualità e di una professionalità che sempre si mette alla prova. Ergo, lavoro con passione e mi impegno, perciò ho diritto ad un giusto compenso e a veder riconosciuto il mio ruolo nella strategia aziendale.

            Sì, la strada e lunga, ma se ci muoviamo insieme nella medesima direzione ce la possiamo fare! 🙂
            Grazie ancora a te per il tuo bel contributo.

            Alla prossima,
            Ludovica

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