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Digital PR: cosa sono? A cosa servono?

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Ore 07.30. La sveglia suona all’impazzata. Mi sveglio e, come ogni mattina, la domanda che mi pongo è: attivo ora la connessione del mio smartphone o mi prendo qualche minuto per affrontare il difficile momento del risveglio?

Sembra cosa da poco, ma non è così! Non appena accendo il telefono, cominciano i suoni a ripetizione di messaggi, email, tag, commenti, proposte (alcune extraterrestri, a dirla tutta!), aggiornamenti.

Beh, dopo il terzo di una lunga serie di caffè che renderà sicuramente migliore la mia giornata, mi decido: connessioni on! Sono nel fantasmagorico universo del web, insieme a non so quanti altri milioni di persone.

E sì, comincio ad informarmi, a leggere, a documentarmi, ma anche a esplorare nuovi siti, a fare nuove conoscenze, e, naturalmente, a farmi conoscere. In buona sostanza, sto facendo Digital PR.

Cosa sono le Digital PR?

Come le tradizionali Public Relations, le Digital PR sono tutte quelle azioni di marketing che si compiono per agire sulla reputazione e sull’awareness del brand, quindi per attivare, stimolare e ampliare il numero e l’importanza delle conversazioni online, per far circolare una notizia, per promuovere se stessi, un prodotto o un servizio.

A differenza delle tradizionali PR, quelle che si svolgono in ambiente digitale non si rivolgono unicamente a soggetti professionisti (di solito giornalisti), ma alle persone, agli utenti attivi della rete (blogger, influencer, community, opinion leader, ecc.), per questo si preferisce parlare di People Relations.

La bellezza e la potenza della Rete consiste nel fatto che oggi chiunque può esprimere la propria opinione riguardo a ciò che vede, legge, sperimenta, vive sulla propria pelle. Le interazioni, ormai da tempo, assumono la caratteristica forma del many-to-many, sono in molti cioè a comunicare ad altrettante persone.

In questo contesto virtuale di libertà espressiva senza eguali, il passaparola assume un potere ancora più grande e sta al Digital PR gestirlo e coltivarlo, poiché è lui che ha il compito di inseminare, incentivare e monitorare le discussioni online.

Cos’è il passaparola?

Il passaparola (o Worth Of Mouth, WOM) è la più antica forma di comunicazione al mondo, che oggi si riveste di inedite e irrinunciabili potenzialità.

Il Marketing del Passaparola (noto come Worth of Mouth Marketing o Marketing Conversazionale o anche Buzz Marketing) ha il compito di attivare il passaparola, innescando lo scambio di opinioni e di informazioni tra gli utenti della Rete. A tal proposito, si parla di conversation seeding, termine quest’ultimo che significa “inseminare” e che, appunto, fa riferimento all’attività di inseminare una conversazione. In che modo? Il Digital PR si rivolge agli influencer del settore o alle community di riferimento e porta alla ribalta una discussione, stimolando interesse e curiosità intorno al brand.

Chi sono gli influencer? E le community?

Gli influencer sono quelle persone che, grazie alle loro esperienze e competenze, hanno acquisito autorevolezza e credibilità in Rete, riuscendo così ad influenzare le opinioni degli internauti che li seguono.

Le community sono aggregazioni virtuali di persone (sui forum o sui gruppi che si creano sui social network) accomunate dal medesimo interesse e, perciò, fortemente interessate a tutto ciò che riguarda l’oggetto della loro passione.

Influencer e community sono indispensabili per l’attivazione del passaparola e per la sua propagazione virale. Ma quando una propagazione riesce a diventare virale? Un contenuto è capace di propagarsi autonomamente, appunto proprio come un virus, quando questo è in grado di appassionare, divertire, emozionare, far riflettere i lettori, insomma quando riesce a toccare corde molto profonde.

Quali sono gli obiettivi delle Digital PR?

Le Digital PR sono fondamentali per il raggiungimento di una serie di obiettivi:

  • accrescere la notorietà (awareness) di un brand;
  • aumentarne l’autorevolezza e la credibilità;
  • agire positivamente sulla reputazione (brand reputation);
  • tenere viva l’attenzione intorno al brand;
  • fare lead generation, ovvero attirare potenziali clienti (o lettori);
  • monitorare le conversazioni e raccogliere i feedback (positivi e, soprattutto, negativi).

Cosa fa, concretamente, un Digital PR?

Ma concretamente, quali attività deve svolgere un Digital PR? Eccole qui:

  • deve conoscere alla perfezione i canali sui quali è attivo il target che a lui interessa;
  • deve intrattenere proficue relazioni con influencer e opinion leader ed essere in grado di attivarle quando è necessario;
  • deve monitorare il buzz, il brusio della Rete, e intervenire per rispondere alle critiche o per sfruttare i commenti positivi o, ancora, per alimentare ulteriormente le conversazioni;
  • deve individuare il tone of voice più adatto per prendere parte alle conversazioni, ricordando che a battere sulla tastiera di un computer è sempre una persona, con i suoi sentimenti e le sue opinioni;
  • deve creare contenuti interessanti e capaci di propagarsi viralmente;
  • deve stilare un report finale e monitorare i risultati raggiunti.

Per approfondire

Se vuoi approfondire l’argomento, ti suggerisco l’ottimo articolo scritto da Marilisa Dones per Webhouse, Digital PR: dall’ascolto alla content strategy.

Raccontami la tua

Tutti noi professionisti della Rete siamo brand di noi stessi, ragion per cui siamo anche Digital PR di noi stessi. Ci hai mai pensato? Cosa fai per accrescere la tua credibilità e la tua notorietà? Da buon Digital PR, stimoli e monitori il passaparola?

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Informazioni su Ludovica

Capello riccio un po’ selvaggio, nata con in mano una biro da battaglia più che con un’elegante stilo. Amo colorare con le parole vuoti spazi bianchi.

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