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Local Search Marketing: cos’è e perché investire? [La parola a Luca Bove]

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La tua è un’attività locale? Cerchi clienti a te vicini? Vuoi aumentare il fatturato? Bene, aspetta perché ho da suggerirti una cosa: investire in Local Search Marketing ti permetterà di attarre nuovi clienti. Ma di cosa stiamo parlando? Cos’è il Local Search Marketing? E quali vantaggi ti attendono se decidi di destinare parte del tuo budget a quest’attività di marketing? A spiegartelo sarà Luca Bove.


local-search-marketing_luca_boveLuca Bove,  SEO di lungo corso, specializzato in Local SEO e nell’acquisizione clienti per attività Locali, principalmente mirato alle catene di punti vendita. E’ il fondatore di LocalStrategy, unico progetto italiano completamente dedicato al Local Marketing e di LocalCMS, una piattaforma local dedicata alle catene di negozi. http://www.lucabove.it

 


#1. Cos’è la Local Search?

È cercare un bene o un servizio nelle vicinanze rispetto alla posizione da cui si cerca o in un determinato luogo. Cercare quindi un numero di telefono per mettersi in contatto, oppure un indirizzo specifico o ancora un bene o un servizio in una località ben precisa (es. hotel Roma) sono tutti esempi di ricerche locali.
Il concetto in realtà è vecchio, risale alle Pagine Gialle, ma con l’evoluzione di Internet e soprattutto degli smartphone si è evoluto tecnologicamente.

Quando dobbiamo cercare qualcosa, lo facciamo sul nostro smartphone magari anche a voce. E ci sono numerosi strumenti che rispondono adeguatamente alle nostre domande: Pagine Gialle, motori di ricerca generalisti come Google, ma anche motori di ricerca e App verticali e specializzate tra cui Google Maps, Apple Maps, Here, e via discorrendo. Ci sono vari programmi con cui i big player e non solo cercano di presidiare questo mondo, cito Google My Business, Apple Maps Connect e così via.

Dal punto di vista delle attività commerciali, la presenza su questi sistemi permette di soddisfare la domanda delle persone e quindi di aumentare i clienti!

#2. Quali attività oggi dovrebbero investire in Local Search? E Perché?

Questa tattica di marketing è importante per tutte le attività che cercano clienti locali e non a 200 km di distanza. Quindi ad esempio ristoranti, negozi, artigiani, professionisti, idraulici e così via.

Poi l’utilità varia in base a diversi fattori e alle diverse categorie merceologiche.
Ad esempio, per un ristorante è vitale, è una delle attività che più beneficiano della Local Search e se ci pensi probabilmente anche a te sarà capitato più di una volta di cercare un posto dove mangiare da qualche parte, per telefonargli o per trovare le indicazioni stradali. Per una industria che produce componenti meccanici la local search è, invece, marginale.

L’utilità dipende anche dalle zone dove è ubicato il punto vendita, è molto importante, ad esempio, nelle zone turistiche e nelle zone dove c’è un grande passaggio di persone (ad esempio le zone metropolitane) poiché quando una persona ha bisogno di qualcosa (ad esempio mangiare, spostarsi, comprare qualcosa ecc.) usa il cellulare per cercare nei dintorni.
Nei paesi più piccoli e non turistici la Local Search è, invece, meno importante poiché la dimensione ridotta della zona permette a tutti gli abitanti di “mappare” nella propria testa le attività della zona senza utilizzare device tecnologici.

#3. Come sono cambiate nel tempo le abitudini di ricerca degli utenti? E questo cosa implica per i brand?

Con il tempo le persone imparano ad usare meglio e con più profondità le tecnologie di cui dispongono, diventano sempre più coscienti delle possibilità che hanno e le sfruttano. Quindi si affidano sempre più agli strumenti che hanno a disposizione.

I brand per prosperare hanno sempre bisogno di entrare in contatto con i propri potenziali clienti. Essere dove ci sono i clienti è una delle basi del marketing. E se i clienti cercano queste informazioni su questi sistemi di Local Marketing, i brand devono essere lì offrendo tutte le informazioni corrette per farsi raggiungere velocemente.  Se non sei lì ti perdi una grossa opportunità.

Molte ricerche recenti evidenziano come all’incirca un terzo delle ricerche fatte su smartphone sia di tipo locale. Un numero veramente importante considerando poi che, oramai, si cerca più da smartphone che da computer fisso.

#4. Quali sono le principali strategie di Local Search Marketing?

Come dicevo prima, occorre essere dove sono le persone che effettuano le ricerche, quindi in primo luogo su Google.  Su questo motore, quando si effettuano le ricerche di tipo locale, si può apparire come Link testuali (quindi attività SEO “tradizionale”), negli annunci sponsorizzati di AdWords, ma anche  nel box delle mappe  (chiamato Local Pack).

Se invece usi le app dedicate come Google Maps, Yelp, Around Me e simili bisogna comprendere come fare ad essere presenti tra i risultati delle ricerche, possibilmente in posizioni ben visibili.
Su Google oltre a fare SEO “tradizionale”, occorre entrare nel programma “Google My Business” ed ottimizzare la scheda relativa.  Gli altri player hanno programmi simili.


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 #5. Cos’è Google My Business? Come funziona?

È il Sistema di Google rivolto alle attività locali con cui quest’ultime possono (semplificando un po’) rivendicare il proprio spazio sulle mappe virtuali della società di Mountain View e gestire i propri dati in modo da rispondere adeguatamente alle domande poste dagli utenti.

Il funzionamento base per un brand è semplice ed è gratuito. Occorre avere un account Google poi andare su www.google.com/business  inserire i propri dati (indirizzo, numero di telefono, categorie, foto, servizi offerte ecc.) e creare e verificare la propria scheda. Qualora la scheda fosse già presente occorre rivendicarla e prenderne in qualche modo possesso in modo da controllare i dati. Quando si prende possesso della propria scheda si può anche rispondere alle recensioni inserite dai clienti.

#6. Quali vantaggi riserva l’utilizzo di Google My Business?

Prima di tutto si possono gestire tutti i dati minimizzando gli errori. Ti è mai capitato di andare in qualche posto fidandoti dei dati trovati sulla scheda e poi trovarla chiusa? Ti sei incavolato a bestia?  In questi casi la colpa è solo e soltanto del business che non ha controllato i SUOI dati. Non ci sono scusanti.

Quando si ha accesso alla scheda si può comunicare meglio inserendo, ad esempio, più dati e più foto.

Si hanno maggiori chance di apparire tra i primi risultati.

Si può rispondere alle recensioni degli utenti.

#7. Che potere hanno oggi le recensioni?

Fortissimo! Molte decisioni degli utenti sono prese in base alla lettura di recensioni di altri clienti. Come persone abbiamo una paura terribile di prendere cantonate, soprattutto quando dobbiamo andare in un posto nuovo. Leggere buone recensioni e opinioni di altre persone ci abbassa drasticamente questa ansia e quindi la probabilità di recarci in quel posto aumenta sensibilmente.

Poi sul sistema di Google, le recensioni sono in prima vista, ti saltano addosso, sono visibilissime, quindi non si sfugge!

E infine avere tante recensioni di buona qualità su Google My Business influisce direttamente sul ranking. A parità di altri segnali, più recensioni si hanno più è alta la probabilità di scavalcare i competitor.

#8. Ci suggerisci 5 consigli per migliorare la presenza Local di un brand?

I) Verificare o rivendicare la propria scheda Google My Business e inserire tutti i dati necessari ai propri clienti

II) Sistemare il proprio sito web, e se non ce lo avete createlo subito, anche se base.

III) Fare un po’ di attività SEO “tradizionale” sul sito collegato alla scheda Google My Business, quindi, semplificando all’osso, avere dei buoni contenuti che rispondano alle domande degli utenti e un po’ di link (di qualità) verso il sito.

IV) Far parlare il web della propria attività ed ottenere delle citazioni.

V) Chiedere ai migliori clienti di fare le recensioni sulla scheda Google My Business

#9. E 5 cattive abitudini da evitare?

I) Ignorare le schede Google My Business che esistono anche se non vogliamo, quindi meglio prenderne il possesso. Altrimenti possono succedere brutte storie come questa.

II) Non avere un sito web. Nella ricerca che facemmo nel 2014 con Maurizio Ceravolo scoprimmo che oltre il 60% delle schede My business non avevano un sito web. Ed è sempre meglio avere uno spazio di proprietà invece di appoggiarsi a sistemi esterni, controllati da multinazionali che fanno solo il loro di interesse.

III) Avere la scheda e non controllarla periodicamente. Ogni tanto Google, nella sua quotidiana scansione del web trova nuovi dati ed apporta delle modifiche che vengono automaticamente riportate sulla scheda dopo un po’ di giorni, a meno che non le rifiutiamo esplicitamente.

IV) Non mettersi nei panni dei potenziali clienti e dare per scontati aspetti che non lo sono. I tuoi clienti cercano un parcheggio, hai scritto che ce l’hai? Hai scritto gli orari di apertura precisi? Ecc. ecc.

V) Pensare solo a Google. Per quanto sia il leader, esistono molti altri sistemi che vale la pena usare, anche perché utilizzarli migliora anche le performance su Google stesso.

#10. Sei organizzatore e docente di Local Strategy Live, il primo e unico corso in Italia dedicato al Local Search Marketing. Ti va di parlarcene? 

Mi occupo di Local Search dal 2007,  ed insieme al team di Local Strategy abbiamo seguito tantissime schede.
Abbiamo notato che la local search sta diventando sempre più importante, molte aziende se ne rendono conto, ma non c’era nessun corso in merito. Allora abbiamo deciso di crearne uno ad hoc, il primo del genere in Italia.

Si rivolge a professionisti del settore, web agency, store manager e proprietari di attività locali singole o di catene che vogliono sfruttare il mondo digitale per acquisire nuovi clienti.

Si svolgerà a Bologna il 28 gennaio, maggiori informazioni le potete trovare su http://www.localstrategy.it/live/


Parlare con Luca è per me sempre un piacere e un onore. Da chi conosce il settore in modo così approfondito e lungimirante, puoi solo imparare.

Chi di voi sarà a Bologna il 28 gennaio? 🙂

 

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Informazioni su Ludovica

Capello riccio un po’ selvaggio, nata con in mano una biro da battaglia più che con un’elegante stilo. Amo colorare con le parole vuoti spazi bianchi.

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